In viaggio per Happy Land
26 agosto 2006

Da una storia vissuta da Linda e Samuel.


- Sono pronte le valigie?

- Chiuse e strapiene.

- Hai messo tutto?

- Sì. Dentro c'è niente di tutto.

Eravamo emozionati all'idea di metterci in viaggio. La valigia era pronta, dentro gli affetti più cari, le certezze, la gioia e la tranquillità.

Il treno ci aspettava sul binario, pronto a ripartire. Saliti in carrozza salutammo coloro che erano già lì, avendo iniziato il viaggio dalla prima stazione. Dopo la loro e la nostra ce ne sarebbero state ancora molte, di fermate. Avremmo così avuto il tempo per ambientarci e conoscere gli altri partecipanti, anche se il cammino sarebbe stato molto lungo. Comunque si sa, non è semplice raggiungere happy Land.

- Guarda, Linda, guarda la fuori...

- Dove, Samuel?

- Là, sul marciapiede.

- Ma sono un gruppo di soldi, cosa ci fanno lì?

Eravamo giunti alla prima stazione dopo la nostra. Noi non scendemmo dal treno, anche se la sosta si prospettava lunga. In molti lo fecero, ma non tutti risalirono.

Dal finestrino vedevamo soldi in gruppi, piccoli e grandi, che adescavano i passanti...

- Sempre uguali, questi soldi! - commentò Daniele.

- Fingiamo di non vederli, non si sa mai... - aggiunsero Samuel e Rosy.

Ancora viaggio, poi ancora una stazione, dove scendemmo anche noi. Incontrammo domande: impertinenti e sfrontate. Dalla banchina facevano bella mostra di se, ci guardavano e si proponevano.

- Fatele tacere, basta! - urlò una signora appena salita.

- Sempre addosso, trovate una soluzione - aggiunse Marino, un uomo di mezza età salito alla prima stazione.

Molti non sopportavano quelle domande, alcuni forse le avevano già conosciute prima di partire.

La stazione successiva era in campagna. Era molto bello il paesaggio, e quindi scendemmo tutti per fare una passeggiata. Vedemmo alberi verdi con frutti gialli, alberi gialli senza frutti verdi, alberi soli, frutti perduti.

- Poveri alberi...

- Frutti ingrati - disse la signora Lucia al marito, che annuì con un cenno del capo.

Ad ogni fermata salivano nuove persone, ma altre, tra quelle scese per la pausa, non tornavano. A coloro che sempre risalivano questo non piaceva.

Ancora lungo il nostro cammino ci trovammo, alla fermata successiva, di fronte ad immagini: tante immagini. Allegre e gioiose, ma anche tristi ed arrabbiate. “Che vigliacche, queste immagini” pensavano in molti “non si fanno certo problemi a mostrarti tutto ciò che sono.

- Chi si credono di essere, per fare così!

- Cosa pensano, che siamo stupidi. Propongo di protestare.

- Giusto, facciamoci sentire - giungevano molte voci dal fondo della carrozza.

Riprese il viaggio, fino al nuovo stop. Anche lì c'era tempo per una pausa, scendemmo ed incontrammo saggezza.

- Bisogna fare attenzione, molta attenzione - disse a tutti i presenti Linda - perché saggezza si manifesta in fretta e a fuggire è un lampo.

Ecco arrivare alcuni gruppi di soldi, ci distraemmo, la saggezza era già fuggita.

- E' già andata, neanche il tempo di vederla...

- Neppure il tempo di capirla - aggiunse un signore affranto.

- Il treno riparte, la fermata è stata troppo breve... - commento Samuel.

Proseguimmo, c'erano delle montagne da superare, in mezzo una stazione. Tutti a terra, per una passeggiata rinfrancante. Oltre la strada si trovavano alcune panchine a forma di sdraio, poste direttamente su di un baratro. Pensavamo di sederci, anche perché ci chiamavano convinte. Forse non c'era pericolo, eravamo indecisi, poi chissà come mai andammo oltre.

- Chissà che paesaggio, da quelle panchine a sdraio.

- Meglio non fidarsi, come ti distrai cadi.

- Davvero? - la signora Lucia chiese conferma a Rosy.

- Sì, certamente - rispose lei.

- Vuoi vedere che qualcuno ci casca?

Dopo le montagne si tornò in pianura. Poco dopo una grande stazione. Nella piazza antistante incontrammo un gruppo di idee, senza saperlo ci fecero pensare. La più giovane ci sorrise, la più vecchia ci osservò. " Piaciamo a tutti, ci accarezzano, ma nessuno ci prende" pensava la più giovane, guardandoci mentre ci allontanavamo.

- Non erano male, però!

- Si, ma noi non abbiamo tempo..., dobbiamo risalire sul treno per arrivare ad Happy Land - disse sicuro Marino, quello salito alla prima stazione.

- Ma Happy Land dov'è? - chiese un passante.

- Happy Land? Perché, qualcuno deve andarci? - commentò stupita una ragazza che stava dirigendosi verso la stazione.

Si percepiva una certa apprensione, in carrozza, durante il proseguimento del viaggio. Alla fermata successiva salirono alcuni ragazzi, non guardarono nessuno e non si sedettero.

- Non ci hanno fatto storie per salire - disse uno di loro agli altri - non ci hanno chiesto nulla.

- Meglio, non sopporto le domande - rispose un'altro.

- Ma voi sapete dove stiamo andando? - chiese un signore ai ragazzi.

- Perché, stiamo andando da qualche parte? - ribatterono alcuni di loro.

- Certo, stiamo andando ad Happy Land!

Il ragazzo che aveva parlato per primo guardò il signore seduto, senza rispondergli. "Dove vuoi andare, seduto su quella poltrona" pensò, poi si rivolse sottovoce agli amici.

- Pensiamo alle nostre cose e guardiamoci intorno. Tanto noi scendiamo presto.

- Salite su un treno e non volete sapere dove va? - intervenne Marino.

- Il treno sa dove andare, a noi basta così...

- Vi mettete in viaggio senza una meta? Noi sappiamo benissimo dove stiamo andando - Marino si alzò dalla poltroncina.

- Va bene, va bene..., sapete dove vorreste andare, ma tanto da lì seduti non ci arriverete mai.

- Può essere, ma come vedi, io mi so ancora rialzare.

- Vedo, ma vedo anche gli altri. Quanti di questi viaggiatori faranno altrettanto?

Marino volse lo sguardo in più direzioni, in pochi istanti capì che nessuno si sarebbe alzato. Guardò davanti a sé.

- Mi dispiace per lei, signore – concluse il ragazzo.


 
| Scrivimi | posted by Adry at 18:45 | Permalink 


3 Comments:


At agosto 27, 2006, Jaris980

Quanti viaggi fatti x andare, e non x arrivare!

 

At agosto 31, 2006, Anonymous

naaahhh, i soldi che adescano i passanti!

 

At settembre 02, 2006, Anonymous

conosco certi soldi, e anche certe domande!