Il Signor H
23 novembre 2006

Punti di vista.


- Buongiorno, desidera? - Chiese il barista al signore con cappello ed ombrello, entrato da pochi istanti nel bar, e già a ridosso del bancone.

- Vorrei un caffè, adesso. Fra un'oretta gradirei un frizzantino - disse - inoltre vorrei sedermi ad un tavolo vicino alla vetrata.

- Va bene - rispose un po incuriosito il barista.

- Un'ultima domanda, mi perdoni: la strada li fuori è molto frequentata, vero?

- E' una delle strade da passeggio principali della nostra città - rispose il barista scrutando l'interlocutore.

- Ottimo, è proprio quello che cercavo. Sa, io non sono di queste parti, ma ho deciso di fermarmi qui.

- In questa cittadina...

- Non solo, anche in questo locale, precisamente davanti a questa vetrata. Mi interessa molto guardare fuori.

Il signor H si sedette, scegliendo il tavolino che offrisse la migliore visuale sulla strada, posò ombrello e cappello sulla seconda sedia, "tanto non aspetto nessuno" pensò, e si mise a guardare i passanti.

- Ecco il suo caffè.

- Grazie. Passa molta vita da questa strada... No, non mi guardi in quel modo, la mia è un considerazione, non una domanda.

Dopo circa un'ora, durante la quale i due si ignorarono il barista chiese conferma per il frizzantino, ricevendo risposta affermativa.

- Prego, fresco ed appena stappato.

- Grazie. Mi perdoni, da che ora è possibile consumare il pranzo? - Il signor H guardò l'orologio, erano le 11,15 di mattino - sa, io sono abituato a pranzare alle 12,30.

Il barista osservo a lungo quel signore, seduto davanti alla vetrata, consumare ordinazioni e guardare fuori, sulla passeggiata. Poco prima dell' happy hour si alzo per andare in bagno, raccomandandosi che gli fosse conservato il tavolino, poi si rimise seduto, e da li partecipo all'happening preserale. Alla fine, il barista gli si avvicino per presentare il conto del pomeriggio. Quello del mattino, fino al pranzo lo aveva già riscosso.

- Signore, sono lieto che abbia apprezzato il nostro locale, e la ringrazio, ma voglio avvisarla che alle 20,00 chiudiamo.

- Posso farle una domanda?

- Mi dica.

- Lei è il titolare del bar? Mi perdoni l'ardire, ma mi servirebbe proprio parlare col titolare.

- Non capisco questa sua curiosità...

- Vede, io vorrei venire tutti i giorni qui, e vorrei sedermi sempre a questo tavolino. Se lei fosse il titolare le chiederei di affittarmelo, ad uso esclusivo. Potrei pagarle l'equivalente del suo guadagno medio per tavolino in consumazioni, delle quali potrei fruire o meno, ma in ogni caso le avrebbe pagate.

- Non capisco...

- Ma lei è il titolare?

- Siamo due soci - lo guardava per capire, lui e la sua insolita richiesta - lei mi chiede una cosa alquanto inusuale.

- Lo so.

- E poi, comunque sia, è difficile quantificare una cosa del genere.

- Sono disposto a pagare bene, in modo che lei sia sicuro di non perderci. Ci pensi.

- Devo parlare col mio socio, oggi è fuori città - rispose - torni domani, le daremo una risposta.

- Va bene, domani torno certamente. Le dispiace tenermi occupato questo tavolino?

Il giorno dopo il Signor H ottenne ciò che aveva richiesto, e cosi tutti i giorni a seguire visse li, a guardare fuori da dentro, a guardare dentro le anime da fuori, a guardare. Mise un segnaposto ben in vista, su quel tavolino, per giustificare la sua presenza: "Perdonatemi, ma questo tavolino è riservato: Io osservo il mondo da qui. Chiamatemi pure Signor H"

Quest'uomo seduto al tavolino, che consumava in quel modo i suoi giorni destava molta curiosità, tra gli avventori abitudinari e soprattutto fra quelli occasionali.

- Ma chi è?

- Non so... che sia un artista?

- E' sempre li. Che sia uno famoso?

- E' un artista, dai! Però... un artista strano.

- No. E' solo strano, solo un tipo strano.

- Ma perché sta sempre lì, a guardare fuori?

- Come ha scritto sul cartoncino, lui dice di guardare il mondo da lì.

- Ho capito, l'ha scritto. Ma è una cosa da pazzi, come se qualcuno di noi, ad esempio, osservasse il mondo sempre da uno stesso punto.

- Proprio vero, sarebbe una cosa da pazzi.

 
| Scrivimi | posted by Adry at 00:18 | Permalink


4 Comments:


At novembre 24, 2006, Anonymous Lella

Siamo tutti a volte signor o signora H. Ho consigliato in tuo blog ad alcuni amici, unica nota, i post sono pochi... anche se capisco che non è facile averne sempre di pronti.
Ciao.

 

At novembre 26, 2006, Anonymous MarcoK

Fortuna che io non sono come lui!!!!

 

At dicembre 01, 2006, Anonymous Anonimo

Io non mi ridurrei di certo in quel modo.

MarcoK

 

At dicembre 18, 2007, Blogger Mauro

Bellisimo post, davvero un peccato che il blog sia fermo da quasi un anno...